Introduzione
In nome della consacrazione battesimale ogni cristiano deve maturare la coscienza della propria identità che lo rende consapevole della chiamata a partecipare attivamente e responsabilmente all’unica missione di salvezza della Chiesa e quindi a vivere concretamente il “servizio” cristiano, secondo la diversità dei carismi e la specificità della vocazione che lo Spirito dà a ciascuno.
La propria educazione alle esigenze vocazionali è concepita come un cammino continuo steso per tutto il corso dell’esistenza terrena. Si tratta di un cammino di vita che deve essere nel medesimo tempo, unificato e flessibile, fedele e creativo.
L’itinerario che s’intende seguire per giungere alla meta è una “mappa di percorso”, un insieme organico di interventi e di passaggi finalizzati alla crescita della persona. Itinerario che si configura secondo la meta ideale, nel riferimento al progetto originario che Dio ha affidato all’Istituto, e che, richiamandosi ad una peculiare spiritualità, rende visibile in “modo Carismatico” l’incontro con il Signore e la volontà di servirlo nei fratelli.
Per rendere sempre più incisivo questo cammino formativo: “…l’Istituto fa riferimento ad un Piano della Formazione che ne specifica i contenuti fondati sulla Parola di Dio, sui Documenti del Magistero e sulle Costituzioni e ne prevede obiettivi e mete, metodi e mezzi, tappe e momenti” La meta di tutto il lavoro formativo è indicata chiaramente da San Paolo, nella lettera ai Galati: “che Cristo sia formato nel cristiano”, affinché la donna di Dio sia completa e ben preparata per ogni opera buona formativi.
L’ obiettivo ultimo, quindi, è che “Cristo deve essere formato in noi” attraverso una buona maturità umana ed affettiva, una coscienza della propria identità cristiana e vocazionale, un cammino di conoscenza e di accettazione del Carisma e dello Spirito del proprio Istituto .